Author Topic: Offshoreleaks: esplode lo scandalo fiscale mondiale  (Read 2008 times)

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enrica

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Offshoreleaks: esplode lo scandalo fiscale mondiale
« on: April 04, 2013, 14:14:43 PM »
Offshoreleaks: esplode lo scandalo fiscale mondiale

04/04/2013 ore 12.34

Paradisi fiscali: oggi sui media i documenti segreti su 130 mila correntisti nel mondo

Paradisi fiscali: oggi sui media i documenti segreti su 130 mila correntisti nel mondo. In Francia c'è già la prima "vittima" eccellente, il tesoriere di Hollande. E fra i nomi italiani spunta quello di un ex commercialista dello studio Tremonti.


Alle 13,00 approfondimento in Gr24

Il documento integrale www.icij.org : http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/2013-04-04/offshoreleaks-esplode-scandalo-fiscale-122904.php

E' già stata soprannominata "Offshoreleaks", la wikileaks dei grandi evasori la maxi inchiesta sui paradisi fiscali coordinata dal consorzio internazionale dei giornalisti investigativi. Sono oltre 30 i media mondiali coinvolti nella pubblicazione di 260 gigabytes di dati, due milioni e mezzo di carte, su 130 mila correntisti di 170 Paesi, individui e società, con base a Singapore, alle Isole Vergini, Cayman, Cook e Samoa. Muovono più di mille miliardi di dollari. Secondo gli esperti, è il "colpo più duro mai sferrato all'enorme buco nero dell'economia mondiale". Una prima "vittima" eccellente si registra in Francia, già sotto i riflettori per lo scandalo Cahuzac: il tesoriere della campagna elettorale di Hollande, Jean-Jacques Augier, risultato azionista di due societa' offshore alle Cayman. Tra i 200 nomi di italiani coinvolti, secondo quanto anticipato dell'Espresso, partner italiano dell'inchiesta, figura Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio Tremonti oggi nel collegio sindacale delle Generali, l'hacker coinvolto nello scandalo Telecom Fabio Ghioni, tre famiglie lombarde di imprenditori e gioiellieri e due fra i professionisti più noti di Piazza Affari: i fratelli Oreste e Carlo Severgnini.

Tra i correntisti figurano 4mila americani, ma anche oligarchi russi, uomini d'affari orientali e politici di tutto il mondo. Tra gli altri, l'ex ministro delle finanze mongolo, il presidente dell'Azerbaigian, la moglie del vicepremier russo, la ex first lady filippina Imelda Marcos e la collezionista d'arte spagnola baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza.

''Molte delle grandi banche, incluse Ubs, Clariden (Credit Suisse) e Deutsche Bank - si legge nel rapporto del consorzio investigativo ICIJ - hanno lavorato aggressivamente per fornire ai propri clienti compagnie coperte dal segreto alle Virgin Islands e in altri paradisi fiscali''. ''Funzionari governativi e loro familiari e associati in Azerbaijan, Russia, Canada, Pakistan, Filippine, Thailandia, Canada, Mongolia e altri Paesi - prosegue il testo - si sono uniti per l'uso di compagnie private e account bancari''. ''I super-ricchi hanno usato strutture offshore per possedere ville, yacht, capolavori artistici e altri beni guadagnando vantaggi fiscali nell'anonimato non disponibile per la gente comune''.

Di Marialuisa Pezzali

Fonte: http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/2013-04-04/offshoreleaks-esplode-scandalo-fiscale-122904.php

enrica

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Re: Offshoreleaks: esplode lo scandalo fiscale mondiale
« Reply #1 on: April 04, 2013, 14:26:43 PM »
Offshoreleaks: milioni di documenti sui Paradisi fiscali finiscono in Rete

04/04/2013

Un’inchiesta condotta da un consorzio di giornalisti investigativi basati a Washington
in collaborazione con 38 testate di tutto il mondo svela nomi e conti segreti: 2 milioni e mezzo di documenti, 130mila fra società, correntisti e intermediari. Un terremoto politico ed economico


Giordano Stabile



Trentotto testate di tutto il mondo, 86 giornalisti investigativi, 130mila nomi di società e privati scovati in una massa di dati impressionante, due milioni e mezzo di documenti segreti su decine di società offshore per un totale di 260 gigabyte, venti volte di più di quelli messi in rete da Wikileaks nel 2010. La più grande inchiesta giornalistica «globale» sta scuotendo il mondo dei paradisi fiscali come mai prima era successo.

È «il colpo più forte mai sferrato all’enorme buco nero dell’economia mondiale», secondo il «Washington Post». Quello dei paradisi fiscali, decine di isole e staterelli sparsi per il mondo che nascondono migliaia di miliardi i di denaro, ricchezze immense che sfuggono al controllo degli Stati e spesso nascondono evasione o elusione fiscale. 

 

L’inchiesta - condotta da un’associazione no profit di Washington, l’International Consortium of Investigative Journalists [Icij] - è da manualee da film giallo. Gerard Ryle, direttore dell’Icij, un anno fa mette le mani sun una piccola scatola nera, dopo tre anni di investigazione sul Firepower scandal, un caso su paradisi fiscali e frodi fiscali di grandi aziende australiane.

 

Il «pacchetto» viene recapitato anonimamente a un indirizzo australiano legato a Ryle. Il disco rigido contenuto all’interno viene trasmesso al quartier generale dell’Icji che analizza per mesi i milioni di dati - contratti, fax, copie di passaporti, e-mail, corrispondenza bancaria, - tutti provenienti da due società specializzate in domiciliazioni offshore: Commonwealth Trust Limited, delle Isole Vergini britanniche e Portcullis Trustnet, con base a Singapore, operativa alle Isole Cayman, Isole Cook e Samoa.

 

Per riuscire a venire a capo dell’immensa mole di dai grezza l’Icji ha usato sofisticati programmi software di analisi, di solito usati dai servizi di Intelligence, i «free text retrieval», che hanno trasformato la materia grezza in informazioni utilizzabili poi dai media. Informazioni che stanno già provocando terremoti politici, come nel caso del tesoriere del Ps francese, Jean-Jacques Augier, stretto collaboratore del presidente François Hollande.

 

Da questa mattina giornali americani ed europei, dal « Guardian» alla «Sueddeutsche Zeitung», passando per la« Bbc», «Washington Post», «Le Monde» e lo svizzero «Sonntagszeitung» stanno mettendo in Rete nomi e documenti. Il «Guardian» riassume un primo elenco di 130mila «correntisti», individui e società, di oltre 170 paesi: dall’ex ministro delle Finanze mongolo, al presidente dell’Azerbaigian, alla moglie del vicepremier russo, alla ex first lady filippina Imelda Marcos, fino alla collezionista d’arte spagnola baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, oltre a decine di americani, tedeschi e svizzeri. 

 

Gli italiani finora emersi sono circa duecento, pochi i nomi noti: un ex commercialista dello studio Tremonti, Gaetano Terrin, l’hacker dello scandalo Telecom, Fabio Ghioni, una dinastia di gioiellieri milanesi e due commercialisti milanesi, Oreste e Carlo Severgnini.

Ma la gigantesca inchiesta avrà anche ripercussioni economiche. Il «Guardian» stima che «più di 20mila miliardi dollari posseduti da milionari di tutto il mondo giacciono nei conti offshore». È quasi la metà di tutti i «debiti pubblici mondiali». E c’è da scommettere che le «agenzie fiscali» di tutto il mondo «siano interessate a buttare un occhio» in questa incredibili ricchezza «shadow» improvvisamente portata alla luce.

Fonte: http://www.lastampa.it/2013/04/04/esteri/offshoreleaks-milioni-di-documenti-sui-paradisi-fiscali-finiscono-in-rete-5nyrHszBWsDR905iWu0RUP/pagina.html