Author Topic: Italian translation of Assange's interview with Tunisian President Marzouki  (Read 3066 times)

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Offline crotalus

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This article has been translated by a volunteer translator. Neither WL  or The Official WikiLeaks Forum shall be held accountable for errors.  The reader is welcome to check him/herself the original source linked  below, and to comment if there is an error or misinterpretation. If an  error is identified we shall endevour to correct it"


Original URL: http://worldtomorrow.wikileaks.org/episode-3.html
Forum URL: http://www.wikileaks-forum.com/index.php/topic,10873.0.html

Julian Assange Intervista

con

Presidente Moncef Marzouki
[/b]

[JA voce fuori quadro] Mi chiamo Julian Assange. Editore di WikiLeaks. Abbiamo esposti i segreti del mondo, attaccati dai potenti. Da ormai 500 giorni sono detenuto senza accusa, ma questo non ci ha fermato. Stiamo conducendo oggi una sfida per idee rivoluzionarie che domani possono cambiare il mondo.

00.36
Durante l'ultimo anno il Medio Oriente è stato scosso dai movimenti ribelli. La Tunisia è il paese dove tutto ebbe inizio.
Oggi parlerò con il primo presidente della nuova Tunisia – Moncef Marzouki.
Un medico e allenato attivista per i diritti umani, Marzouki è fatto di una stoffa molto diversa del suo predecessore fiammeggiante e corrotto, Ben Ali.
Esiliato e imprigionato durante il regime di Ben Ali, Marzouki viene considerato come maggiore autorità morale di tutti i leader Arabi. Però mi domando, quanto può durare?
La trasformazione della Tunisia è ben lungi dall'essere completata e il Presidente Marzouki deve ora affrontare le realtà del potere.

01.25
JA
Signor Presidente, può sentirmi?

Pres. MM:
Buona sera, come sta Signor Assange?

JA:
E' bello vederLa.

Pres. MM:
Sa, ho sempre ammirato il lavoro che sta facendo e penso davvero che noi... Le auguro... Le auguro il meglio e se mai dovesse avere dei problemi sarà benvenuto in Tunisia.

01.51
JA:
Grazie. Dunque, Lei è stato in prigione nel 1993 e io sono stato in prigione nel 2010, ma quell'esperienza è stata molto interessante per me – come sopravvivere all'isolamento – penso che forse tutti dovrebbero fare quell'esperienza una volta. Mi può dire come è sopravvissuto alla prigione?

Pres. MM:
Ho passato solo quattro mesi in isolamento quindi... ma Hamadi Jebali, il Primo Ministro della Tunisia, ha passato più di 10 anni in isolamento e l'ho sempre ammirato. Non ho mai capito come ha potuto sopravvivere quel tipo di esperienza ma... perchè dopo solo quattro mesi stavo parlando con me stesso, ero davvero impazzito. Sono impazzito perchè quando si può parlare soltanto con se stessi... essere da soli con se stessi per tutto questo tempo... è un'esperienza terribile. Per questo, è una sorta di... di... tortura psicologica. E così tanta gente ha detto 'Guardi, Lei non è mai stato torturato in prigione' e io di solito rispondevo 'No, ero sotto tortura ma era un altro tipo di tortura e probabilmento uno dei peggiori'. Penso che più di 30,000 persone sono stati torturati in Tunisia ed ero così arrabbiato per loro. Ed ero anche arrabbiato per questa... gente che può sopportare la tortura e poi tornare a casa e giocare con i propri figli e ascoltare musica e avere una vita normale e non ho mai... non ho mai capito come... come si possono accettare cose come queste ed essere certi di essere ancora un essere umano? Quindi... come si può sopravvivere quel tipo di esperienza? Penso che quando si sa che si sta combattendo per i diritti umani, per buoni valori, allora si può avere abbastanza resistenza per affrontare la situazione.

04.06
JA:
Quelle persone che hanno agito contro di Lei e i Suoi amici in Tunisia durante il regime di Ben Ali – l'ex-capo dell'intelligence per esempio – le incontra ora che è presidente?

Pres. MM:
Sì.

JA:
E che cosa dicono? Chiedono scusa?

04.23
Pres. MM:
No. No, non chiedono scusa. Diranno 'Guarda, obbediamo a degli ordini, siamo solo dei servi civili'. E questo per me è completamente inaccettabile, perchè penso che ognuno deve... ha la sua propria volontà e deve affrontare le sue proprie responsabilità. E' troppo facile dire 'Stavo solo eseguendo degli ordini'. Non posso accettare quel tipo di scusa, perchè indica anche il fatto che quelle persone non sono solo volgari e crudeli, ma sono anche prive di dignità e onore. Noi... dobbiamo accettare le nostre responsabilità e dire 'Guarda, l'ho fatto ma mi dispiace, ho sbagliato'. Invece non ho mai sentito dire nessuno di loro 'Mi dispiace, ho sbagliato'.

05.10
JA:
Prima ha detto che la prima vittima di una dittatura sono i suoi Servizi Segreti – che cosa intendeva dire con questa frase?

Pres. MM:
Io penso che siccome quelle persone hanno semplicemente accettato di obbedire al dittatore, hanno rinunciato ad ogni cosa – la loro umanità, il loro onore e il loro... - solo per esserci, capisce, per condividere il potere, e sono anche vittime del sistema. Lei probabilmente sa che le persone che perpretavano la tortura – non sono mai molto... in una situazione molto triste. Alcuni di loro sono... si ammalano, alcuni commettono suicidio. Penso che la tortura non distrugge solamente le persone sottoposte ad essa, ma anche le persone che torturano gli altri, per cui... sì, sono cose terribili – per entrambe

06.12
JA:
Negli Stati Uniti abbiamo una presunta fonte di cavi diplomatici che ha incluso del materiale su Ben Ali proveniente dalla Tunisia. Il suo nome è Bradley Manning ed è stato in isolamento per 10 mesi. Che cosa dice sugli Stati Uniti e il loro ruolo, una volta alla guida dei diritti umani e ora occupati con la tortura?

06.41
Pres. MM:
La tortura sotto il regime di un dittatore sembra una cosa così normale – certo, non è normale, è orribile - ma quando quel tipo di problema si presenta in uno stato democratico e quando si possono affrontare le persone provenienti da questo governo che parlano dei diritti umani e così via, sembra così ridicolo. Mi ricordo quando due anni fa – no, quattro anni fa – ero stato invitato a Washington da un ONG per parlare dei diritti umani in Tunisia, ed ero stato invitato per incontrare alcune persone importanti nella Casa Bianca che si occupavano di diritti umani e ho detto 'No, non andrò ad incontrare quella persona perchè sarà ridicolo parlare con quel tizio', sapendo molto bene che probabilmente era coinvolto nel problema di Guantanamo. Non si può parlare... non si può prendere sul serio qualcuno che era coinvolto nella tortura nel suo stesso paese e poi quel tizio viene a darti delle lezioni su come promuovere i diritti umani in tunisia – per questo non ho accettato di incontrarlo.

07.52
JA:
Qual'è lo stato dei servizi segreti in Tunisia? Essendo Lei al capo delle forze armate, il Commandante in Carica delle forze armate, è anche capo dei servizi segreti?

08.05
Pres. MM:
E' una situazione molto difficile perchè dobbiamo affrontare il problema con molta cautela. Dobbiamo rimuoverli uno ad uno e... ma la cosa più importante per me è... stiamo per affrontare alcuni problemi difficili, come il movimento Salafista – un movimento di estrema destra qui in Tunisia e loro sono davvero... possono essere un pericolo per la democrazia e dobbiamo affrontare il problema dal suo lato politico, dobbiamo discutere con loro e così via, ma alcuni di loro no accetteranno alcun tipo di discussione politica e alcuni di loro rappresenteranno una sorta di minaccia per la democrazia. Per cui quando ho parlato con la polizia e i capi dell'esercito ho detto 'Guardate, dobbiamo affrontare questo problema con molta cautela per per favore basta torture e basta processi sleali come quelli la dittatura'. Mi hanno guardato – forse domandandosi se stavo dicendo sul serio – e io ho detto 'Sì, sono serio. Sì, sono serio – basta torture in Tunisia'

09.21
JA:
Ha visto la sua cartella dell'intelligence tenuta da ben Ali, ora che è presidente – il registro di quando veniva spiata?

Pres. MM:
Sì, sono molto curioso a ricevere quella cartella ma la verità è che non ho avuto tempo... ma ho ricevuto alcune cartelle su un oppositore politico contro il sistema e ho detto 'Io non lavorerò con quel tipo di documenti. Non minaccerò quel tizio con questi mezzi'. Non voglio sapere cos'è successo. Non mi interessa minacciare il... mio oppositore politico con i stessi mezzi che voi avete usato contro di me.

10.10
JA:
Come WikiLeaks – come editore - abbiamo visto cos'è successo in Egitto quando l'Ad-Dawla, i Servizi Segreti Egiziani, sono stati saccheggiati e queste cartelle sono uscite e hanno dimostrato cosa stava succedendo davvero laggiù. Come persona che stava seguendo questa revoluzione in Egitto da molto, molto vicino e che stava cercando di ottenere del materiale su Mubarak e Suleiman eccetera, sapevo che la rivoluzione in Egitto era riuscita in maniera molto importante quando gli archivi dell'Ad-Dawla sono stati finalmente aperti. Questo è stato la... la fine della polizia segreta, oppure un nuovo capitolo della polizia segreta. A me sembra che l'unico modo per assicurarsi di non tornare in dietro è rivelare a tutti i segreti interni del regime precedente, in modo che tutti possono parteciparvi, anche se ciò crea una sorta di conflitto nella società.

11.17
JA:
Lei aprirà gli archivi Tunisini?

Pres. MM:
Sì, ai storici... sì, ai storici – perchè penso che dobbiamo... è il nostro dovere sapere cos'è successo, ma non mi interessa sapere chi ha scritto di me... ed è inutile, è... mi piacerebbe conoscere il quadro generale – cos'è successo esattamente, com'era il sistema – ma non mi interessa condannare persone e dire 'Tu hai fatto questo e tu hai fatto quello e...', perchè potrebbe essere molto, molto pericoloso... - è importante sapere, ricordare, ma a volte è anche importante non sapere e dimenticare.

12.07
JA:
C'è pressione su di Lei da parte di altra gente nel governo Tunisino per tenere chiuse queste cartelle

Pres. MM:
No. No, non c'è alcuna pressione. Questa è la mia scelta. La mia scelta è di essere molto cauto perchè dobbiamo di nuovo... dobbiamo sapere, ma dobbiamo anche dimenticare e perdonare.

12.31
JA:
Prima ha detto che ci sono certe linee rosse sull'informazione e che a volte la verità è un bene, a volte è un male – e di recente la rete Internet in Tunisia ha censurato alcune pagine web – ma per censurare persino una sola pagina web bisogna spiare ogni richiesta che qualcuno sta effettuando, per vedere se è il caso di negarla. Lei pensa che sia giusto, che questa sia la linea corretta?

13.08
Pres. MM:
Sa, io penso che la censura su Internet non serve a niente – prima, prima. E' inutile, impossibile e controproduttiva. Come attivista per i diritti umani preferisco gli effetti collaterali della liberta d'espressione assoluta – per i benefici, se posso chiamarlo così – per quanto riguarda la censura... ho sempre detto di essere contrario ad ogni sorta di censura su Internet o di qualsiasi altro modo di espressione.

13.41
JA:
Due settimane fa ho parlato con Hassan Nasrallah e gli ho chiesto perchè c'era una differenza tra la sua posizione in... per la Siria e la posizione della Tunisia per la Siria.
Sembra esserci un interuttore. Hassan Nasrallah è morbido con la Siria, la Tunisia è morbina con Bahrain; la Tunisia è dura con la Siria e Hassan Nasrallah è duro con bahrain, con il governo di Bahrain e gli abusi che hanno luogo lì. Perchè questo?

14.24
Pres. MM:
Voglio dire, la dittatura che la Siria, che il popolo Siriano sta soffrendo, è esattamente di quella che c'era in Tunisia prim... prima della rivoluzione... e per questo ci sentiamo molto vicini al popolo Siriano. Comprendiamo che sono... i loro sentimenti, perchè stanno lottando contro la corruzione, la brutatità, lo... lo stato di paura, e ci sentiamo molto, molto vicino a loro perchè a volte sentiamo che anche noi siamo un pò responsabili, perchè posso dire che se non avessimo avuto la rivoluzione qui in Tunisia probabilmente non accadrebbe in Siria o in Egitto. Quindi sentiamo questa specie di responsabilità. Ci sentiamo molto vicini. Li comprendiamo e sentiamo che la loro lotta per la democrazia, per i diritti umani, è anche la nostra. E dobbiamo aiutarli e non dobbiamo più pensarci. Nasrallah e le persone come lui pensano che la Siria sia... perchè lui è contro Israele, possono perdonargli la sua dittatura e tutto, ma qui in Tunisia non abbiamo questo problema. Non ci interessa la lotta tra l'Israele e la Siria. Quello che conta per noi è che questo... questo popolo sta soffrendo le stesse cose che anche noi abbiamo sofferto così tanto e per questo supportiamo completamente la Siria... il popolo Siriano contro la sua dittatura così come combattiamo la nostra, quindi... non posso capire che qui in Tunisia... perchè la gente qui in Tunisia supporta la dittatura Siriano, dicendo che è una dittatura patriotica e noi sappiamo che non esiste un dittatore patriotico, non esiste una buona dittatura. Una dittatura è sempre una dittatura – corrotta, brutale e... e contro la sua gente. Io davvero... non posso capire la posizione di Nasrallah. Posso dire che Nasrallah era molto, molto popolare dopo la – nel 2006 – per via della guerra contro Israele, ma ora la sua popolarità è del tutto finita qui in Tunisia e in tutto il mondo Arabo.

16.52
JA:
Lei ha offerto al governatore della Siria, Bashar al-Assad, asilo in Tunisia, ma si tratta davvero di un'offerta credibile?

17.01
Pres. MM:
Per noi è importante che lo spargimento di sangue in Siria finisca. Questa è la cosa più importante. Per quello ho detto 'Guarda, abbiamo uno scenario imminente, potrebbe essere una buona soluzione per il popolo Siriano'. E ho detto 'Perchè quel tizio va in Russia?' e i russi hanno detto 'Non ci interessa averlo qui' e un giornalista mi ha chiesto 'Lei sarebbe interessato di avere quest'uomo se...' e io ho risposto 'Certo, se fosse una soluzione', ma so... e probabilmente lo sa anche Lei, che Assad non chiederebbe mai asilo in Tunisia, quindi non è una domanda credibile, non è una posizione credibile. Certo, io... probabilmente fuggirebbe in Russia o in un altro paese, ma mai in Tunisia.

17.50
JA:
Di recente Lei ha tenuto una conferenza in Tunisia – gli amici della Siria – che comprendeva... e ad arrivarci sono stati Hilary Clinton e molte altre persone potenti dell'Occidente e della regione. Le informazioni che abbiamo rilasciato di recente hanno dimostrato che il settore della sicurezza degli Stati Uniti crede che ci sono già delle forze speciali in Siria e che ci sono armi e soldi che entrano in Siria e nella resistenza Siriana. Lei ha detto che non crede in un intervento straniero per la Siria e che non crede che la Tunisia dovrebbe fornire armi alla resistenza Siriana, ma per quanto riguarda il sostegno dell'intelligence, l'allenamento, l'allenamento con le armi all'interno della Siria? La Tunisia offrirà una base anche all'opposizione Siriana?

18.47
Pres. MM:
Come Le ho detto non stiamo supportando alcun tipo di intervento straniero in Siria. Credo che dare armi ai Siriano porterebbe ad una guerra civile. Non penso sia una buona scelta. Credo ancora che l'unica soluzione deve essere politica e che dobbiamo trovare un... terreno comune tra l'opposizione e il regime. Credo ancora che l'unica soluzione sia lo scenario Yemenita. Questa è la mia posizione, la posizione della Tunisia e, certamente, siamo contro ogni forma di intervento, da dovunque esso venga.

19.25
JA:
Il Suo partito ha ottenuto l'8,7% dei voti durante le elezioni Tunisine e il partito più islamico durante quelle elezioni ha ottenuto il 37%, ma Lei personalmente ha il 60% dell'approvazione del popolo Tunisino. Quale percentuale di potere crede di avere?

19.55
Pres. MM:
Lasci prima che le dica che la gente in Occidente pensa che in Tunisia o in Egitto l'Islam stia prevalendo sulla democrazia, mentre è esattamente il contrario. Penso che qui in Tunisia, la parte centrale di questo spettro Islamico, ora faccia parte del sistema e gioco democratico, quindi posso dire che la democrazia prevale sul movimento Islamico perchè gli Islamici sono diventati democrati, mentre noi – come settore – non siamo diventati Islamici, questo è molto importante...

JA:
Quindi c'è un movimento?

20.45
Pres. MM:
...perchè sono molto sorpreso per il modo in cui la gente dell'Occidente sta guardando la Tunisia o l'Egitto, dicendo 'Guarda, ora gli Islamici  sono nel governo e hanno la maggioranza nel parlamento'. Sì, hanno la maggioranza nel parlamento, ma si tratta di un parlamento democratico e loro sono stati eletti tramite elezioni democratiche e ora giocano la loro parte nella partita democratica. Per questo posso affermare che la democrazia prevale in... dopo la revoluzione e non del movimento Islamico, persino gli Islamici sono... sono stati eletti più dei secolari nel governo. Questo è molto, molto importante. Per quanto mi riguarda, penso che sia la cosa più importante... il potere che ho è simbolico, perchè qui in Tunisia si suppone che io sia il presidente di tutti i Tunisini, Islamici, settori Islamici, e che abbia discussioni con tutti i partiti politici – cercando di avvicinare le persone – e questo è molto, molto importante, questo non è... non si sa nemmeno che la mia funzione più importante è questa.

22.07
JA:
Dunque, immagino che è molto difficile per Lei. Da come vedo i leader con i quali ho avuto a che fare, e anche nella mia stessa posizione, ci sono così tanti movimenti forzati che una persona soffre per forza, che viene costretta da una situazione o da una capacità limitata ad agire in un certo modo nonostante la sua coscienza vuole agire in un modo diverso. Ha... si è sorpreso dalla mancanza di potere quando è diventato presidente? La mancanza di abilità per mandare avanti il programma che voleva promuovere, i compromessi che ha dovuto fare.

22.44
Pres. MM:
Sì, credo che sto scoprendo che essere il Capo dello Stato non significa avere tutto il potere. La mia frustrazione ora probabilmente è il... il sentimento più importante che ho ogni giorno. Posso farLe un esempio – in questo momento stiamo affrontando il grosso problema di Al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi. Lui è in Tunisia, sta facendo uno sciopero della fame perchè sta chiedendo il suo rilascio, ma non posso rilasciarlo perchè la Libia sta chiedendo di averlo e abbiamo molti interessi in comune con la Libia. Restituire quest'uomo alla Libia significa che potrebbe... subire un processo sleale, e ho detto ai miei amici Libanesi  che l'onore della Tunisia e il mio onore personale come attivista per i diritti umani ... non posso semplicemente dare quest'uomo a questi... alla Libia... e... ma sto subendo grandi pressioni da fuori e dentro il paese  per dare... per dare... per dare quest'uomo alla Libia e ogni giorno devo dire 'No, no, dobbiamo mantenere la nostra posizione' ed è molto difficile conciliare le opinioni degli attivisti dei diritti umani con il dovere del Capo di Stato

24.01
JA:
Cos'altro è cambiato secondo/  Lei?

24.05
Pres. MM:
Non penso... sono ancora la stessa persona, sono ancora l'attivista per i diritti umani, credo ancora nei miei... nei miei valori e cerco di avere fiducia in tutti questi valori, quindi penso che non cambierò, manterrò le mie opinioni. Certo, a volte è molto difficile perchè si deve, devo sempre ricordarmi che sono il Capo di Stato e che devo stare molto attento quando parlo e questo... a volte è molto doloroso per me, ma sono ancora, come ho detto, sono convinto che devo avere fiducia nei miei valori e la gente si aspetta da me che sia... che sia la stessa persona e io cercherò... cercherò di essere il Capo di Stato della Tunisia, ma anche l'attivista per i diritti umani che sono sempre stato.

25.00
JA:
Molte grazie, Signor Presidente.

25.03
Pres. MM:
Come ho detto, Le sono molto grato per tutto quello che ha fatto per promuovere i diritti umani, la verità e... ammiro e supporto i Suoi sforzi e La prego... Le auguro il meglio. Spero che Lei... spero di vederLa in Tunisia un giorno, se può venire. Sarà il benvenuto qui in questo nuovo paese democratico.

25.26
JA:
Grazie. E grazie per lo staff di ambo le parti per aver arrangiato tutto questo. Buona fortuna.

Pres. MM:
Grazie. Dunque, arrivederci e buona fortuna.

25.40
FINE MUSICA/TITOLI DI CODA
« Last Edit: July 20, 2012, 17:42:47 PM by Green »