Author Topic: Prete pedofilo 'pentito' accusa 9 alti prelati; Vicariato di Roma, "calunnie"  (Read 1413 times)

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http://www.agi.it/cronaca/notizie/201306261519-cro-rt10250-prete_pedofilo_pentito_accusa_9_alti_prelati_vaticano_indignato

Prete pedofilo 'pentito' accusa 9 alti prelati; Vicariato di Roma, "calunnie"


15:19 26 GIU 2013

(AGI) - CdV, 26 giu. - "Il dottor Pignatone, procuratore capo della Repubblica di Roma ha smentito categoricamente che sacerdoti della diocesi di Roma siano indagati per pedofilia sulla base della denunzia dell'ex-prete Patrizio Poggi, dimesso nel 2007 dallo stato clericale per reati di natura sessuale su minori e che ha scontato la condanna nel carcere di Rebibbia".
  Lo afferma una nota del Vicariato di Roma, che esprime "sconcerto e indignazione". "Il cardinale vicario Agostino Vallini - si legge - esprime profonda amarezza per la diffusione di simili notizie calunniose che sparano nel mucchio in maniera generalizzata senza distinguere tra chi ha sbagliato, che deve pagare, e chi e' calunniato. Egli rinnova ai sacerdoti vicinanza, stima e affetto per il loro generoso ministero. Condanna vivamente il fatto che organi di informazione si facciano megafono di notizie delittuose prive di riscontri oggettivi, violando le piu' elementari norme della deontologia giornalistica e del rispetto della privacy".
PRETE PEDOFILO PENTITO ACCUSA 9 ALTI PRELATI, "FESTINI GAY CON RUMENI"
"A chi giova - si domanda il cardinale - creare un nuovo caso scandalistico e infangare le persone e il ministero di sacerdoti? E' questo il modo di fare informazione? E' un modo - afferma Vallini - per screditare la Chiesa e i suoi ministri. Ognuno dara' conto a Dio del suo operato". Il cardinale, che nel suo ministero episcopale, come ricorda la nota, "si e' impegnato da sempre per combattere i casi di eventuale immoralita' del clero, all'inizio del suo mandato visito' Poggi detenuto nel carcere di Rebibbia e non si spiega un comportamento simile". "Come mai - aggiunge il Cardinale - in quella circostanza e nei colloqui successivi in Vicariato, Poggi non ha sentito il bisogno di denunziare al vescovo i suoi ex confratelli?". Il cardinale esprime piena fiducia nella magistratura e si dice pienamente convinto che sara' smantellato il piano calunnioso, dimostrando non veritiere le affermazioni del Poggi, mosso forse da spirito di rivalsa o da risentimento personale". "I sacerdoti calunniati - conclude la nota - si riservano ogni azione legale a tutela della loro personale onorabilita'".

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Spunta la lobby dei preti pedofili
« Reply #1 on: June 26, 2013, 21:33:43 PM »
http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2013/06/26/spunta-la-lobby-dei-preti-pedofili-1.1151106

Spunta la lobby dei preti pedofili


26/06/2013 06:01

I giovani portati in ambulanza, pagati da 150 a 500 euro a incontro


Altro che lobby gay. C’è un ex prete che sta rivelando i retroscena di alcuni suoi colleghi presunti pedofili, nove religiosi, tra cui due monsignori. Quattro sacerdoti sarebbero stati già indagati dalla Procura di Roma, sotto la regia del procuratore aggiunto Maria Monteleone. Ma gli accertamenti continuano così come le rivelazioni. Incontri sessuali con ragazzi (minori e non), quasi sempre di nazionalità romena, che potevano avvenire anche nei locali di una chiesa o in discoteca, dove il prelato poteva vedere il suo prescelto e "rimorchiarlo". Incontri per i quali le giovani vittime, spesso in difficoltà economiche e senza il supporto della famiglia, ricevevano somme tra i 150 e i 500 euro. Giovani portati a destinazione anche utilizzando un mezzo adibito ad ambulanza privata. Dice anche questo la denuncia choc presentata ai carabinieri l’8 marzo scorso da don Patrizio Poggi, sospeso "a divinis" dopo la condanna definitiva a cinque anni per violenza sessuale (finita di scontare nel 2008). La prima volta il racconto è stato fatto ai militari del Noe del colonnello Ultimo. Il prete si è presentato con un amico e ha sciorinato. Ha inchiostrato cinque pagine. Poi per delega il fascicolo è passato al Nucleo investigativo di via In Selci. Don Poggi si sarebbe deciso a raccontare tutto all’autorità giudiziaria perché animato «dal dovere di tutelare la Santa Chiesa e la comunità cristiana essendo a conoscenza di gravi fatti che ne minano l’integrità e le normative canoniche e penali». La sua collaborazione sarebbe maturata «dopo una lunga riflessione interiore e dopo un percorso doloroso di abusi e soprusi che ho superato grazie alla fede che mi guida e non sono mosso da rancori o rivalse nei confronti di alcuno in quanto sacerdote».

Intanto, però, i religiosi chiamati in causa da don Poggi lavorano nelle parrocchie dei quartieri della Pisana, della Magliana, della Pineta Sacchetti, della Cassia, dell’Alessandrino, e di San Giovanni. Due hanno attualmente incarichi importanti e uno fa l’insegnante di religione (e venne anche sfiorato da una vecchia indagine sulla pedofilia). Don Patrizio ha puntato il dito contro ex carabiniere, che, coinvolto in un altro filone sulla prostituzione minorile, patteggiò la pena. Proprio l’ex militare è stato indicato nella denuncia come «l’organizzatore e il promotore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile, e in particolare minorile, attraverso la quale reperisce soggetti anche minori che introduce in Italia e che mette a disposizione di clienti tra i quali sacerdoti». L’ex militare avrebbe incontrato e selezionato ragazzi dalle storie disperate all’interno di un locale vicino alla stazione Termini. Stesso modus operandi sarebbe stato attribuito al gestore di un'agenzia di modelli e attori e all’amministratore contabile di una parrocchia che, invece, avrebbero reclutato i giovani in locali e discoteche frequentate da omosessuali, in saune e centri benessere.

Stando a don Poggi, l’ex carabiniere, poi, sarebbe coinvolto «nel commercio clandestino di ostie consacrate acquistate da aderenti a sette sataniche». Il religioso ha persino raccontato di aver subito molestie negli anni Ottanta quando era seminarista a Firenze: l’autore degli abusi sarebbe «un prete che - si legge nella denuncia - aveva tra i suoi fedeli anche Pietro Pacciani e Mario Vanni», i compagni di merende coinvolti nell’indagine sugli omicidi del mostro di Firenze.

Fabio Di Chio